Percorsi nella memoria

Il Progetto

Percorsi nella Memoria è il progetto istituzionale del Consorzio Brianteo Villa Greppi, nato nel gennaio 2007, per la commemorazione delle vittime della deportazione nazista e per la celebrazione del Giorno della Memoria, così come stabilito dalla Legge 20 luglio 2000 n. 211.
Attraverso l’uso di strumenti artistici vari quali spettacoli teatrali, mostre, concerti, film, ospitati dai Comuni aderenti al progetto, si intende proporre un percorso di conoscenza che vada al di là della, sia pure doverosa, rituale rievocazione. Perciò le caratteristiche peculiari del progetto sono l’incontro coi sopravvissuti e la visita ai luoghi della deportazione, preziose esperienze sempre proposte cercando di andare oltre il mero aspetto emozionale.
Altro pilastro dei Percorsi è la collaborazione con le scuole, alle quali il Consorzio offre incontri formativi per le classi primarie, secondarie e superiori volti ad approfondire il “come” e il “perché” della deportazione nazista, fornendo strumenti di lettura e di comprensione a ragazzi e docenti.

La ricerca storica

I Percorsi nella Memoria sono stati concepiti in occasione di un fortuito incontro avvenuto nell’autunno del 2006 fra alcuni assessori del nostro territorio, alla ricerca di collaborazioni, e Giuseppe Paleari, meglio noto come Puccy, allora responsabile della Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese.

Nel corso degli anni, allo sparuto gruppo di Comuni, si è sostituito il Consorzio Brianteo Villa Greppi che ha contribuito alla crescita ed alla diffusione del progetto, sempre sotto la competente e appassionata guida di Puccy, ricercatore ed esperto divulgatore della memoria del fenomeno concentrazionario nazista. Grazie a lui, al suo quarantennale lavoro di raccolta delle testimonianze filmate di ex deportati ed alla sua approfondita conoscenza dei luoghi della deportazione i Percorsi nella Memoria coinvolgono e interessano molti cittadini che scelgono di seguire con assiduità le iniziative proposte ogni anno.

Il filo conduttore

L’ambizione dei Percorsi nella Memoria è di non limitarsi a proporre un “cartellone” eterogeneo di iniziative distribuite in vari sedi comunali, ma di seguire annualmente un filo conduttore, un tema, scelto come occasione di approfondimento e conoscenza, attorno al quale costruire la maggior parte del programma di proposte.

Si riesce così a concentrarsi più sul come che sul perché della deportazione, utilizzando prevalentemente quale fonte chi è stato vittima del sistema concentrazionario nazista.

I testimoni

I Percorsi nella memoria offrono occasioni di ascolto diretto delle testimonianze di sopravvissuti alla deportazione nazista. Sono stati cosi, in più occasioni ospitati i testimoni:

I viaggi della memoria

Visitare un memoriale di un lager nazista è una tappa fondamentale per la conoscenza e la comprensione del fenomeno concentrazionario. Il progetto Percorsi nella Memoria propone con cadenza annuale la visita a quel che rimane di alcuni dei maggiori campi di concentramento in Germania, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Francia e Italia.
La visita, sempre completata di un momento istituzionale di commemorazione e omaggio alle vittime, costituisce una sorta di pellegrinaggio laico che aiuta a comprendere come la deportazione fosse un sistema ben organizzato, articolato e complesso, di natura politica e non militare, la cui esatta dimensione ancora oggi è difficile comprendere con chiarezza.
La visita ai campi risponde all’appello che il piemontese Italo Tibaldi (1927-2010) deportato nei lager di Mauthausen ed Ebensee era solito ripetere:

“Hanno vinto coloro che sono morti, perché li ricordiamo.
Abbiamo vinto noi che siamo ritornati perché riusciamo ancora a raccontare.
Domani vincerete voi.
Domani i campi resteranno se voi saprete difenderli.
Domani i campi resteranno e resterà la loro lezione di vita.
Andate nei campi, leggete, approfondite”.
Italo Tibaldi

Nel corso degli anni oltre cinquecento persone hanno partecipato al Viaggio della Memoria.

Percorsi nella Memoria 2017

I labirinti della memoria
Omaggio a Marian Kolodziej, l’ultimo dei primi

Testimonianze, mostre, concerti, teatro, film e approfondimenti sulla deportazione nazista, in occasione del Giorno della Memoria 2017

I Percorsi nella Memoria 2017 sono dedicati al polacco Marian Kolodziej ed alla sua straordinaria storia di deportazione durata cinque anni. Uno dei primi ad arrivare ad Auschwitz, costretto a partecipare alla costruzione del lager e poi a subire continui trasferimenti in diversi campi (Auschwitz, Gross-Rosen, Buchenwald, Sachsenhausen, Mauthausen ed infine Ebensee) riuscendo sempre a scampare ad una condanna a morte che l’ha accompagnato fino al giorno della liberazione.
Dopo la lunga deportazione, al suo rientro a casa, Marian sceglie di non raccontare la sua esperienza e riesce a costruirsi una vita normale.

Tutto cambia nel 1993 quando, colpito da una paralisi, inizia un percorso di riabilitazione fisica che contribuisce a far riaffiorare nella sua testa le immagini della deportazione. In poco tempo produce oltre 300 disegni di grandi dimensioni, ritratti, bozzetti, rielaborazioni simboliche dei suoi ricordi, rimasti celati per anni in un angolo della sua coscienza. Nasce così “The Labyrinths”, un’impressionante mostra oggi ospitata nel sotterraneo della chiesa dei Cappuccini di Harmeze, a poca distanza dal lager di Birkenau.
Grazie ad una felice intuizione, parte delle opere che compongono l’allestimento sono state riprodotte su tela per poter essere divulgate, oggi sono a disposizione del Consorzio Brianteo Villa Greppi, su concessione del Comune di Bolzano che ne detiene i diritti.
La riproduzione parziale di “The Labyrinths” costituisce l’ossatura dei Percorsi 2017, proposta in una esposizione itinerante, in sei diverse sedi, con un nucleo centrale presso il granaio del Consorzio Villa Greppi.

Marian è morto a Danzica nel 2009 all’età di 88 anni, gli ultimi 16 anni della sua vita sono stati interamente dedicati alla memoria:
Ti sei salvato non per vivere hai poco tempo devi testimoniare
Marian Kolodziej matricola nr. 432

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Viaggio della memoria 2017Omaggio a Marian Kolodziej, l’ultimo dei primi

Viaggio di studio e di memoria al lager di Buchenwald, uno dei campi in cui è stato deportato Marian Kolodziej, guidati dalla sua testimonianza.

Città di Lipsia e Weimar
Dal 1 al 4 giugno 2017

Durata:
4 giorni/3 notti (pullman gran turismo)
Città di soggiorno: Lipsia e Weimar (hotel 3 o 4 stelle)
Campo da visitare: Buchenwald
Quota individuale di partecipazione: 395 €
Supplemento per camera singola: 40 € per notte

Organizzazione tecnica, informazioni e iscrizioni:
Sandy Bay Viaggi
via Como, 5 Montevecchia
T 0399286025
www.sandybayviaggi.it

all’atto dell’iscrizione è previsto l’anticipo di 100 €.

Eventi conclusi 2017

Archivio

  • 2016

    Omaggio a Italo, il Custode della memoria

    Percorsi nella memoria

    I Percorsi 2016 sono dedicati alla memoria di Italo Tibaldi, un testimone della deportazione nato a Pinerolo nel 1927 e morto ad Ivrea nel 2010. Sopravvissuto ai campi di Mauthausen ed Ebensee, Italo, guidato da un’inestinguibile ansia di combattere l’oblio, ha dedicato tutta la sua vita a ricostruire la lista dei deportati italiani, partendo dai “transport”, i carri bestiame che dal 1943 iniziarono a partire dalle stazioni ferroviarie italiane verso i lager nazisti.
    È riuscito così a svelare i destini di circa 44.000 persone trasportate in 267 convogli, abbinando nomi e cognomi alle immatricolazioni di ognuno dei campi nazisti, perché “dentro ogni numero di matricola vi è una vita.”
    Il Presidente Giorgio Napolitano, in occasione del Giorno della Memoria del 2009, ha definito Italo Tibaldi: “…l’unico storico italiano della deportazione dei civili nei lager.”
    Alcune delle proposte dei Percorsi nella memoria 2016 sono dedicate alla ricostruzione della storia di Italo Tibaldi, definito “il custode della Memoria”. Ma l’evento più significativo è stato in assoluto l’eccezionale incontro “Compagni di viaggio” avvenuto presso l’antico Granaio di Vila Greppi, il 6 febbraio 2016, con quattro testimoni contemporaneamente. Un’intervista inedita condotta da Puccy Paleari a: Sultana Razon, Ines Figini, Vittore Bocchetta e Venanzio Gibillini. Un omaggio e un abbraccio simbolico a coloro i quali si sono assunti la responsabilità di mantenere viva la memoria della deportazione e delle sue vittime.
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    Il Viaggio della Memoria che si è tenuto in primavera ha avuto come tema centrale la vicenda di deportato di Italo Tibaldi, con la visita ai memoriali di Mauthausen e di Ebensee, i campi in cui fu deportato. Italo è stato una guida virtuale, grazie alla sua testimonianza filmata, realizzata da Puccy Paleari ed Elena Pollastri. Durante il viaggio sono stati osservati due momenti commemorativi, uno presso il “Muro degli italiani” a Mauthausen e uno presso il cosiddetto Monumento Lepetit nel cimitero del campo di Ebensee. Sono stati letti i messaggi di partecipazione inviati dai presidenti delle Province di Lecco e di Monza (scarica pdf).
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    “…ho iniziato questa ricerca nel 1961. Il desiderio di incontrare i compagni del mio trasporto risaliva a molto prima, al momento stesso in cui ero rientrato, nel giugno 1945. Presto però mi ero reso conto che molti di essi non li avrei più rivisti. Perché molti, troppi, non erano tornati. La mia ricerca dei sopravvissuti è iniziata così con molta sofferenza e, senza che quasi lo volessi, si è ben presto allargata. Alle mie richieste di notizie erano stati in molti a rispondere. Gli incontri con altri sopravvissuti, le lettere ricevute, i ricordi che ne emergevano … la spinta affettuosa dei familiari che volevano e cercavano ancora notizie dei loro cari, mi hanno convinto che bisognava andare avanti. Dovevo cercare il maggior numero possibile di sopravvissuti perché parlassero, perché raccontassero, per quanto potevano: dovevano dire quello che avevano visto e vissuto. In quel momento, collegando i superstiti, trasporto per trasporto, ho capito che solo in quel modo sarei forse riuscito a risalire a quel “nome” di cui mi si chiedeva notizie. Ma ricostruire i “trasporti” ai campi di eliminazione nazisti voleva anche dire rendere viva l’immagine di tutti i compagni di quei viaggi maledetti. Significava documentare la prima “stazione” sulla via dell’inferno, la prima selezione, il passaggio brutale dalla vita dell’uomo-detenuto a quello dell’uomo-matricola. Ed è forse per questo che il trasporto rappresenta per molti di noi sopravvissuti uno dei peggiori ricordi della deportazione: i parenti raccolti sul marciapiede di una stazione, fermi di fronte a quel vagone che costituisce un allucinante presagio del viaggio, poi la conta, la meticolosa registrazione della lista dei deportati…
    In tutti questi anni ho lavorato da solitario, in modo molto semplice, artigianale, di matita e di gomma, di forbici e di colla, raccogliendo e ricopiando elenchi da altri elenchi, da libri, da lettere, confrontando fonti diverse, integrandole tra loro e organizzando i dati e le notizie che man mano rintracciavo.
    Toccherà presto ad altri farsi carico della nostra eredità, continuando per dovere morale, per senso civico, per responsabilità politica quest’opera di rivisitazione documentata della deportazione e dello sterminio nei campi nazisti, affinché la nostra memoria sempre più diventi storia e la storia non cessi di essere memoria.
    La nostra è una generazione senza congedo, consapevole di essere portatrice del gravoso testamento di “libertà e giustizia” di cui, anche quali ultimi testimoni dei lager, dobbiamo ancora e sempre farci custodi.”
    Dal testo “Compagni di viaggio” di Italo Tibaldi
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    > bibliografia consigliata

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  • 2015

    Gli utili, gli utilizzabili e gli utilizzati

    Percorsi nella memoria

    I Percorsi nella Memoria 2105 hanno coinvolto 14 comuni e sono stati dedicati alle vittime del lager di Flossenbürg, lager nel quale si praticava lo sterminio attraverso l’uso del lavoro forzato. Il sottotitolo gli utili, gli utilizzabili e gli utilizzati richiama la paradossale classificazione che Vittore Bocchetta, uno dei testimoni ospitati dal Consorzio Villa Greppi, fa dei deportati di Flossenbürg e del sottocampo di Hersbruck.
    “Utili” erano coloro considerati ancora in grado di lavorare, “utilizzabili” coloro che, parcheggiati nell’infermeria del campo, si pensava potessero riprendersi e tornare a subire lo sfruttamento, “utilizzati” erano coloro che, ormai allo stremo, venivano “inghiottiti dal treno che li porterà al crematorio di Flossenbürg”.
    A Flossenbürg e nei suoi sottocampi transitarono oltre 110.000 deportati di 30 nazionalità diverse. Più di 3.000 furono le vittime italiane. Nel campo trovarono la morte, fra gli altri, Eugenio Pertini, fratello del futuro Presidente italiano e Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al nazismo, una delle menti più alte del Novecento.
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    Ospite speciale dei Percorsi 2015 è stato l’artista veronese Vittore Bocchetta, ex deportato dei lager di Flossenbürg e Hersbruck che ha accettato di raccontare la sua esperienza e ha messo a disposizione alcune sue opere per una eccezionale mostra presso il granaio del Consorzio Villa Greppi, intitolata “Vittore Bocchetta, prima e dopo. Disegni, pitture, sculture di un utilizzato, salvato”. (scarica pdf della mostra)

    “La vita è movimento incessante del tutto ogni pausa è una porzione di morte, un pezzo del nulla. L’esistenza è essenzialmente il periodo di cieco vagare in uno spazio immenso di cui cerchiamo invano i limiti che ci è concesso conoscere e che diventano mistero nella nostra intuizione”. Vittore Bocchetta

    “Vittore Bocchettta suggella ora , a distanza di tanti decenni, la sua personale e straordinaria esprienza del “prima” e del “dopo” e di quei lunghi anni di emergenza e di lotta contro il nazifascismo e contro la conformistica o ideologica abiezione di sé.” Simone Gianesini

    “Sia nell’opera plastica quanto in quella bidimensionale le figuralità di Bocchetta tendono ad allungarsi, a protendersi verso l’alto, anche deformandosi, ma tutte in un unico gesto che sembra rappresentare la “resistenza agonistica contro l’imposizione dell’esistere”. Giorgio Trevisan

    “…se mi volto indietro vedo che non ho da vantarmi di nulla. Non mi pento e non mi vanto: quello che è fatto, è fatto”. Vittore Bocchetta
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    Inoltre Vittore Bocchetta ha accompagnato il gruppo di persone che hanno partecipato al Viaggio della Memoria. E’ così ritornato nei luoghi della sua deportazione e ha ricordato con grande disponibilità la sua esperienza.
    Il viaggio è stato effettuato ai lager Flossenbürg e a quel che rimane del campo di Hersbruck, nei due luoghi si sono tenute due cerimonie di commemorazione: presso la “Piazza delle nazioni” del campo di Flossenbürg, con un messaggio del Vicesindaco di Verano Brianza e presso il parco pubblico realizzato nell’area in cui un tempo sorgeva il campo di Hersbruck. Davanti alla scultura “Ohne namen” (“Senza nomi”) che Vittore Bocchetta ha realizzato nel 2007, con una fusione in bronzo, su basamento in granito della cava di Flossenbürg sono stati letti i messaggi dei presidenti delle Province di Lecco (scarica pdf) e di Monza (scarica pdf).
    Durante il rientro dal Viaggio della Memoria, è stata fatta una fermata nella città di Verona per visitare insieme con l’autore due opere monumentali di Vittore Bocchetta. Si tratta del monumento dedicato a Don Giuseppe Chiot, cappellano del Carcere degli Scalzi (in cui Vittore fu imprigionato), ricordato per l’umanità sempre mostrata nei confronti dei prigionieri. E dell’obelisco in acciaio, a pianta esagonale, dedicato alla memoria di sei partigiani dei Gruppi di Azione Patriottica che liberarono dal carcere l’antifascista Giovanni Roveda. Il carcere fu bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi ne rimane solo un piccolo tratto di muro perimetrale con la scritta “Carceri Giudiziarie”.

    > Reportage del Viaggio della memoria a Flossenbürg e Hersbruck

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  • 2014

    I sommersi del Bosco di Faggi

    Percorsi nella memoria

    I 13 Comuni che hanno partecipato alla realizzazione dei Percorsi nella Memoria 2014 hanno scelto come tema principale il lavoro nei lager, cioè il lavoro inutile e disumano, ripetitivo e alienante, volto alla distruzione fisica e morale, o finalizzato al sostegno dell’economia tedesca, bellica e non.
    Il sottotitolo I sommersi del bosco di faggi vuole essere un omaggio ai deportati che hanno subito il lavoro come strumento di sterminio, in particolare nei campi di Buchenwald (letteralmente, “il Bosco di Faggi”) e di Dora-Mittelbau. I sommersi sono coloro, così come li definiva Primo Levi, che non sono sopravvissuti al lager, che sono stati sopraffatti e sono morti.
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    Buchenwald e Dora-Mittelbau sono state le mete del Viaggio della Memoria della primavera 2014, due lager in cui il lavoro è stato degradato a mezzo di sterminio dai nazisti.
    Nel lager di Dora, nel luogo in cui, nel dicembre del 1943, vennero fucilati 7 militari italiani, è stato deposto un cuscino di fiori e il vicesindaco di Sirtori ha letto il discorso commemorativo. Il campo era realizzato in gallerie sotterranee scavate nelle colline nei pressi della città di Nordhausen in cui i deportati erano costretti a lavorare all’assemblaggio dei missili V1 e V2, le cosìddette “armi segrete”. Istituito il 10 settembre 1943 come campo dipendente dal lager di Buchenwald, dal novembre del 1944 divenne lager autonomo. Tra le diverse migliaia di deportati nel Lager di Dora vi furono anche italiani, politici e molti militari, che subirono la deportazione in spregio della Convenzione Internazionale sui prigionieri di guerra.

    > Commemorazioni ai lager di Dora e Buchenwald

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  • 2013

    Gli Angeli di Terezin

    Percorsi nella memoria

    I Percorsi nella Memoria 2013 hanno coinvolto 13 enti che hanno contribuito alla realizzazione del programma di iniziative.
    Il tema filo conduttore era la deportazione infantile. Il sottotitolo dei Percorsi: Gli angeli di Terezin voleva essere un omaggio ai bambini deportati, in particolare nella fortezza di Terezin, tristemente nota per la sua singolare storia di ghetto/lager, che la potente macchina della propaganda nazista aveva promosso come campo modello, nel quale i deportati sarebbero stati trattati con umanità e rispetto. In realtà vi persero la vita più di 33.000 persone, delle quali oltre 15.000 in età infantile.
    Il viaggio della Memoria è stato effettuato alla fortezza di Terezin, in Repubblica Ceca, vicino alla città di Praga. Presso il monumento commemorativo nel cimitero ebraico si è svolta la cerimonia istituzionale, con il messaggio letto dal sindaco del Comune di Perego.

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  • 2012

    Le Rose di Ravensbrück

    Percorsi nella memoria

    I Percorsi nella Memoria 2012, dedicati al tema della deportazione femminile, hanno coinvolto 11 Comuni.
    Il sottotitolo Le Rose di Ravensbrück che accompagnava il programma di iniziative, faceva riferimento a tutte le donne che hanno subito la deportazione, in particolare, nel lager di Ravensbrück, campo prevalentemente femminile.
    Nel mese di febbraio 2012, nel giardino del consorzio Brianteo Villa Greppi, è stata posta una targa commemorativa, a margine di un’aiuola con alcune rose, dedicata alle donne deportate nei lager nazisti. Sulla targa campeggia la scritta:
    “Perché resti dell’amore, della gioia e della vita il profumo”
    Il Consorzio Brianteo Villa Greppi dedica a tutte le donne deportate nel lager di Ravensbrück e negli altri campi nazisti.
    Giorno della Memoria 2012
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    Il Viaggio della Memoria ha avuto come destinazione i lager di Ravensbrück e Sachsenhausen. Nel roseto di Ravensbrück, di fronte al “muro delle nazioni”, zona in cui sono stati sepolti i resti di molte deportate, si è tenuta la cerimonia istituzionale. Il vicesindaco di Casatenovo, Marta Com,i ha pronunciato il discorso di commemorazione, successivamente sono stati letti i messaggi di partecipazione dei presidenti delle Province di Lecco e di Monza. La foto di gruppo è stata scattata ai piedi della grande scultura di bronzo, opera realizzata da Will Lammert, intitolata “La portatrice”.

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  • 2011

    "Ma quando calpesterete quel ciuffo di ortiche che ero stato io ...ricordatevi solo che ero innocente." Benjamin Fondane

    Percorsi nella memoria

    11 sono i Comuni che hanno collaborato per l’organizzazione dei Percorsi nella Memoria del 2011, con un programma di proposte che culminava con la testimonianza di Hanna Kugler Weiss, Direttrice del Museo della Shoà di Nazareth Illit, tenutasi presso il Consorzio Brianteo Villa Greppi. Il viaggio della Memoria non si è tenuto.

    Hanna Kugler Weiss nasce a Fiume nel 1928 in una famiglia di ebrei osservanti. Le leggi razziali del 1938 interrompono la serenità della sua infanzia e la costringono ad abbandonare la scuola pubblica. Dopo l’8 settembre 1943 Fiume viene annessa al Terzo Reich e la famiglia decide di fuggire nascondendosi in Romagna. Nel 1944, con un gruppo di altri ebrei, tenta di riparare in Svizzera sempre con tutti i suoi familiari, ma viene catturata e imprigionata prima a Varese, poi a Como e, infine, a Milano. In seguito viene trasferita nel campo di Fossoli e, il 16 maggio 1944, con il trasporto numero 46, viene deportata a Birkenau. La madre, i nonni materni e la sorella minore vengono subito uccisi. Hanna e la sorella maggiore, Ghisi, sopravvivono.
    Liberata il 27 gennaio 1945 dall’esercito russo, torna in Italia e ritrova il padre, fortunosamente scampato alla deportazione, si diploma infermiera a Merano e, nel 1949, parte per Israele. Nel 1968 racconta per la prima volta in una scuola la sua storia di ragazza nella Shoah. A partire dal 1990 inizia a guidare gruppi di giovani israeliani nei viaggi della memoria in Polonia. Nel gennaio del 2006 viene pubblicata la sua storia: “Racconta! Fiume-Birkenau-Israele”.

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  • 2010

    "Le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo." Primo Levi

    Percorsi nella memoria

    I Percorsi nella Memoria del 2010 avevano come tema ispiratore l’emanazione delle leggi razziali in Italia, alcune delle iniziative in programma proponevano riflessioni e approfondimenti sul tema.
    “Le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo” Primo Levi.
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    Il viaggio della Memoria è stato effettuato nel corso del mese di maggio, ai lager di Auschwitz I, Birkenau e al memoriale di Monowitz, in Polonia. Nell’occasione è stata visitata la mostra permanente di Marian Kolodziej, deportato polacco sopravvissuto al lager di Auschwitz I, allestita nel sotterraneo della chiesa dei Cappuccini di Harmeze.
    Nella zona memoriale del lager di Birkenau si è tenuta la commemorazione istituzionale con la deposizione dell’omaggio floreale dedicato alle vittime del complesso di Auschwitz.

    > Reportage del Viaggio della memoria al complesso di Auschwitz

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  • 2009

    "Ti sei salvato non per vivere. Hai poco tempo, bisogna testimoniare." M. Kolodziej

    Percorsi nella memoria

    Ai Percorsi nella Memoria 2009 aderiscono 9 Comuni e si avvia la collaborazione con il Consorzio Brianteo Villa Greppi.
    Nella primavera viene proposto il Viaggio della Memoria al lager di Dachau, in Baviera, al quale partecipano oltre 100 persone. La commemorazione, tenuta dal sindaco di Casatenovo, si è svolta di fronte al monumento internazionale dell’artista jugoslavo sopravvissuto al campo di Dachau, Nandor Glid e inaugurato nel 1968.

    > Reportage del Viaggio della memoria a Dachau

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  • 2008

    "Forse sogno di vivere."

    Percorsi nella memoria

    Nel 2008 prendono parte ai Percorsi nella Memoria otto comuni delle due province di Lecco e di Monza Brianza.
    Il viaggio della Memoria viene effettuato, a metà del mese di aprile, al lager francese di Natzweiler Struthof. La cerimonia commemorativa si tiene presso il monumento alle vittime del campo, con un messaggio letto dal vicesindaco di Sirtori. (scarica pdf)

    > Reportage del Viaggio della memoria a Natzweiler Struthof

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  • 2007

    "Ti sei salvato non per vivere. Hai poco tempo, bisogna testimoniare." M. Kolodziej

    Percorsi nella memoria

    I Percorsi nella Memoria prendono il via nel 2007 e coinvolgono quattro Comuni, oltre alla Provincia di Lecco.
    Il programma prevede, oltre ad iniziative varie: teatro, musica, cinema, l’esposizione della mostra itinerante “The Labyrinths” del polacco Marian Kolodziej in sedi espositive dei Comuni di Cassago Brianza, Cremella, Monticello Brianza e Sirtori.
    Il primo viaggio della Memoria viene effettuato ai lager austriaci di Mauthausen e Gusen I, alla fine del mese di maggio.
    Durante la commemorazione, tenuta dal Sindaco di Sirtori, Davide Maggioni, presso il Muro degli Italiani, viene letto un messaggio del Presidente della Provincia di Lecco. (scarica pdf)

     > Reportage del Viaggio della memoria a Mauthausen e Gusen I

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