Villa Greppi diventa un grande atelier per artisti

Villa Greppi apre le sue porte agli artisti e diventa un grande atelier d’arte. Con il progetto Residenze d’artista, il Consorzio Brianteo Villa Greppi destina alcuni dei suoi spazi all’accoglienza di artisti in arrivo da tutto il mondo: un’iniziativa che trasforma gli ambienti al piano terra della Villa di Monticello Brianza in veri e propri atelier per la creazione artistica e la villetta situata all’ingresso del Parco in un alloggio temporaneo per quegli artisti che non sono del territorio.

Un progetto ambizioso, pensato per creare uno spazio di lavoro, ricerca e riflessione, per promuovere scambi culturali e per avvicinare ancora di più il mondo dell’Arte ai cittadini, che possono ammirare le opere e conoscere il processo creativo che porta alla loro realizzazione. Di anno in anno Villa Greppi accoglie diversi artisti, tutti chiamati a lavorare a un progetto tematico e a destinare una delle loro opere alla collezione d’arte del Consorzio.

«Il senso delle Residenze d’artista per Villa Greppi è creare un luogo stabile di produzione artistica, un riferimento per la ricerca e la produzione nelle arti visive che permetterà di aprire il mondo degli artisti al territorio. Vogliamo avvicinare i cittadini all’arte non solo attraverso la fruizione di opere compiute, ma attraverso la conoscenza del percorso di concepimento e di elaborazione espressiva che porta alla loro realizzazione, attraverso la conoscenza dell’autore, delle tecniche, della “fatica” dell’artista. Inoltre conserveremo le opere prodotte per creare una collezione a Villa Greppi».

Marta Comi, Presidente del Consorzio Villa Greppi

BANDI PER IL 2020:

> Bando per residenze d’artista a Villa Greppi 2020 – residenze annuali (ita)

> Call for artist residences at Villa Greppi 2020 (annual)

> Bando per residenze bimestrali a Villa Greppi 2020

> Call for artist bi-monthly residences at Villa Greppi 2020

Residenze d'artista: istantanee di un percorsoLa mostra di opere di Vera Pravda, Roberto Picchi, Carlo Mangolini, Maddalena Granziera e Claudio Beorchia

Sabato 30 novembre

Una mostra collettiva per raccontare un intero anno di lavoro all’interno dell’atelier per artisti di Villa Greppi. Si chiude con l’esposizione Residenze d’artista: istantanee di un percorso anche la seconda edizione di Residenze d’artista. Dopo aver ospitato nello spazio allestito al piano terra della Villa Vera Pravda e Roberto Picchi e aver accolto, di due mesi in due mesi, Carlo Mangolini e Maddalena Granziera, Claudio Beorchia, che hanno potuto soggiornare nella casetta posta all’ingresso di Villa Greppi, l’Antico Granaio ospita la mostra finale con le opere di tutti e cinque gli artisti che in questo 2019 hanno preso parte al progetto.

> Qui tutti i dettagli sull’inaugurazione e sulla mostra

SFOGLIA IL CATALOGO:

Edizione 2019

Roberto Picchi e Vera Pravda per le due residenze annuali rivolte ad artisti del territorio, mentre sono in arrivo da diverse aree d’Italia Carlo Mangolini, Maddalena Granziera e Claudio Beorchia, artisti che soggiorneranno per due mesi ciascuno all’interno della foresteria posta all’ingresso del Parco di Villa Greppi. Sono loro i vincitori del bando 2019 di “Residenze d’artista”. Dopo un anno in compagnia di Federica Ferzoco e Leonardo Prencipe, per il 2019 tocca a cinque nuovi nomi: artisti che sono stati presentati al pubblico nel pomeriggio di sabato 20 ottobre e che, pur con approcci molto diversi, hanno in comune la sensibilità nei confronti del tema ambientale.

«Le Residenze d’artista per noi sono l’esempio più concreto di come si possa recuperare il patrimonio immobiliare di Villa Greppi per farlo rivivere con l’arte. Riportiamo tra le mura di un luogo che appartiene alla nostra storia la cultura che vive, che sperimenta. Questo è l’obiettivo per il quale stiamo lavorando e che già vede qualche risultato concreto».

Marta Comi, Presidente del Consorzio Villa Greppi

«Nuovo anno, nuovi residenti! Anche per le residenze d’artista di Villa Greppi è cominciato un nuovo anno: un anno che si promette molto interessante e che vedrà in dialogo artisti molto diversi tra loro, provenienti da diverse zone d’Italia. In attesa dell’arrivo dell’aquilano Carlo Mangolini, che abiterà l’alloggio destinato ai residenti bimestrali in primavera, giungono a occupare per un anno l’atelier che lo scorso anno è stato di Federica Ferzoco e Leonardo Prencipe due artisti del territorio: Vera Pravda e Roberto Picchi. Con due linguaggi distantissimi e storie professionali molto diverse, Vera e Roberto si confronteranno per tutto il 2019, condividendo gli spazi del laboratorio ubicato al piano terra della Villa. Scultore e ideatore di installazioni site-specific lui, pittrice lei, i due artisti trovano un forte punto di contatto nella passione per il tema ambientale ed ecologista. Nei prossimi mesi, grazie alle occasioni di incontro e ai momenti di apertura al pubblico dell’atelier impareremo a conoscerli e avremo occasione di dialogare con loro e ammirarne l’opera. Per adesso ci limitiamo a dare loro il benvenuto, augurando loro di passare al meglio, come hanno fatto l’anno passato Federica e Leonardo, questo anno di Residenza».

Simona Bartolena, consulente per le arti visive del Consorzio Villa Greppi

Edizione 2018

Quella delle Residenze d’artista è una realtà che, negli ultimi anni, si sta definendo con sempre maggior chiarezza anche in Italia. La possibilità di soggiornare in un luogo altro dalla propria residenza per dedicarsi alla propria arte in un contesto diverso da quello in cui si vive nella propria dimensione quotidiana è un’esperienza molto preziosa per un artista, al di là delle opportunità pratiche che la residenza offra.

Il Consorzio di Villa Greppi, nell’ambito del contenitore Villa Greppi per l’Arte, ha iniziato questa nuova avventura nel dicembre 2017, offrendo i propri spazi ad artisti locali e stranieri in due progetti paralleli: il primo prevede la residenza di due artisti del territorio ai quali viene dato a disposizione un atelier-laboratorio nel quale lavorare per un anno; il secondo ospita invece, ogni due mesi un artista differente, che avrà anche l’alloggio in Villa.

La finalità delle Residenze è sia, da una parte, mettere in contatto artisti di diversa provenienza tra di loro, lasciare che si confrontino, contaminino, relazionino, sia, dall’altra, portare l’arte nella sua forma più esperienziale e diretta più vicino agli utenti del Consorzio (adulti e bambini), organizzando incontri, dibattiti, momenti di confronto degli artisti residenti con il territorio.

L’idea della Residenza d’artista, dunque, proietta il Consorzio di Villa Greppi in una dimensione ben rara dell’universo artistico: quella della collaborazione attiva con gli artisti e il loro coinvolgimento diretto con il luogo e la realtà circostante.

Gli artisti residenti parteciperanno agli eventi di ogni genere organizzati in Villa, saranno a disposizione per dibattiti, visite da parte di appassionati e curiosi, laboratori nelle scuole e avranno, a loro volta, modo di incontrare altri artisti della zona, mettersi in relazione con realtà culturali del luogo, esplorare un territorio.

La prima call è stata vinta – su decisione di un comitato scientifico selezionato che ha fatto da giuria – da Federica Ferzoco e Leonardo Prencipe, che occuperanno per un anno gli spazi dell’atelier messo loro a disposizione. Due artisti molto diversi tra loro ma con un elemento in comune: la splendida leggerezza e trasparenza del loro linguaggio. Da una parte le garze della Ferzoco, dall’altra gli acquerelli di Prencipe. Una leggerezza tutta apparente, però, che nasconde, per entrambi, un linguaggio dal carattere forte e sicuro, che si traduce in immagini tutt’altro che lievi nella loro essenza.

La prima residenza bimestrale, invece, si è svolta in collaborazione con FARE e ha portato come primo ospite Gabriel Stöckli, che resterà in Villa Greppi fino a fine giugno 2018. In ottobre il testimone passerà a un nuovo residente, selezionato con una nuova call.

In dicembre una mostra collettiva racconterà il lavoro svolto dai residenti dell’anno, tracciando il primo tratto di un percorso che si spera darà frutti preziosi per chi parteciperà come artista e per chi, invece, deciderà di avvicinarsi a questa realtà come fruitore.

Simona Bartolena, consulente per le arti visive del Consorzio

"Residenze: istantanee di un percorso"La mostra di opere di Federica Ferzoco, Leonardo Prencipe e Roberto Picchi

Una mostra collettiva per raccontare un anno di lavoro all’interno dell’atelier per artisti di Villa Greppi. Si chiude così, con l’esposizione Residenze: istantanee di un percorso, la prima edizione di Residenze d’artista: dopo aver ospitato nello spazio allestito al piano terra della Villa Federica Ferzoco e Leonardo Prencipe e aver coinvolto anche l’artista Roberto Picchi, tra l’altro vincitore del bando 2019, dal 10 al 25 novembre l’Antico Granaio di Villa Greppi diviene sede espositiva per le opere realizzate in un intero anno di progetto.

Un’esposizione curata dalla consulente per le arti visive del Consorzio Villa Greppi Simona Bartolena e che è visitabile tutti i sabati e le domeniche fino al 25 novembre, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, e tutti i giovedì pomeriggio dalle 15 alle 18.

> Scarica e consulta il catalogo della mostra

Artisti residenti

  • 2019

    Roberto Picchi

    La memoria in un frammento

    Per chi segue dall’anno scorso le attività legate alle Residenze d’artista di Villa Greppi quello di Roberto Picchi è un nome familiare. Picchi, infatti, aveva vinto lo scorso anno un premio speciale della commissione per il suo progetto “Rivivere”. L’opera proposta – evocativa fin dal titolo – suggeriva una riflessione importante sul tema del consumo smodato di carta. Nei suggestivi spazi del Sottogranaio della Villa, Picchi aveva ricreato un ambiente naturale “ove il tempo e lo spazio paiono sospesi e la presenza dell’uomo incombe sul paesaggio incontaminato”.
    Quest’anno Roberto è riuscito a convincere ancora la commissione scientifica del progetto promosso dal Consorzio di Villa Greppi e ad aggiudicarsi la residenza annuale con un’opera altrettanto intelligente e affascinante. Picchi raccoglierà “frammenti” lasciati nel parco, elementi sia naturali che artificiali raccolti nell’area che circonda la Villa e li trasformerà in oggetti scultorei inglobandoli nella resina, donando loro una nuova vita e una identità.

    Roberto Picchi è nato nel 1996. Terminate le scuole secondarie ha frequentato il liceo artistico M.K.Gandhi, di Besana Brianza. I primi due anni ha studiato arte figurativa. Nel triennio successivo ha conseguito il diploma nell’indirizzo grafico-pubblicitario. Terminate le scuole superiori ha intrapreso, nel 2015, gli studi accademici presso l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, seguendo il corso di pittura.
    Sebbene sia ancora molto giovane, Picchi ha già una personalità ben definita e una linea di ricerca molto solida. Le sue opere – tutte site-specific – rivelano una notevole capacità nell’indagine di un tema e nella sua trasformazione in un’opera d’arte sempre originale ed efficace.

  • 2019

    Vera Pravda

    Ritraendo l'anima nascosta della Villa

    Classe 1974, laureata in Storia dell’arte all’Università di Siena, Vera Pravda prima di approdare alla pittura è stata museologa, archivista e art director. Di questo suo passato da organizzatrice e teorica dell’arte, Vera ha mantenuto la fiducia nella relazione con il pubblico, nel dialogo con gli altri, considerando i momenti di interazione un motivo di riflessione e un’occasione preziosissima di crescita.

    Il suo anno in Residenza Vera l’ha ottenuto grazie al progetto Quarantotto, che prevede la realizzazione di sei dittici dedicati ad altrettanti luoghi iconici di Villa Greppi. Una tela al mese, dunque, per mettersi in relazione con i luoghi che la ospiteranno per un intero anno. I sei dittici saranno composti da due tele di 2 metri x 2 ciascuna e prevederanno sei punti di vista diversi osservati in momenti diversi delle stagioni, cogliendo le mutazioni atmosferiche e climatiche. “L’obiettivo”, scrive Vera, “è catturare l’identità nascosta, l’anima celata dei luoghi che accolgono la residenza, in modo da distillare l’essenza di Villa Greppi come luogo affettivo, legato alle emozioni e alle memorie, individuali e collettive”.

    Ma l’ambizione di Vera Pravda non si ferma all’indagine territoriale trasformata in opera d’arte. La sua ricerca presta, da sempre, un occhio di riguardo all’ecologia. L’artista, infatti, impiega per i suoi lavori una speciale vernice che abbatte i NOx, i gas prodotti dalla combustione, tra le principali cause di inquinamento dell’aria. Ogni metro quadrato di dipinto realizzato ha lo stesso impatto sull’inquinamento di quello di un metro quadrato di foresta ad alto fusto. Alla creazione artistica, dunque, si associa un’azione benefica sull’ambiente.

    Con il suo stile dal vago sapore pop, che sintetizza l’immagine e la traduce in campiture cromatiche piatte e brillanti, Vera interpreterà dunque, immergendovisi con gli occhi e il cuore, il parco e la villa nei diversi momenti dell’anno, con esiti che sapranno sorprenderci.

  • 2019

    Carlo Mangolini

    Quello che resta

    I meccanismi della memoria – sia privata che collettiva – si muovono su molteplici binari. Il ricordo di un individuo, di una società, di un territorio può permanere nel tempo grazie a mezzi differenti: immagini fotografiche, ad esempio, o il racconto orale tramandato di generazione in generazione, o documenti e testi scritti, oppure oggetti o ciò che resta di essi. Quest’ultima categoria è spesso la meno immediata: senza dubbio è quella che richiede maggior attenzione e sensibilità da parte di chi la raccoglie, talvolta salvandola dall’indifferenza che l’avrebbe condannata alla distruzione o ad essere coperta dalla polvere degli anni. Eppure questi frammenti hanno uno straordinario potere evocativo. Del passato non conservano solo il ricordo personale di un narratore, né l’occhio soggettivo di un fotografo, ma recano le tracce di un’esistenza ancora tangibile, reale. Sulla loro superficie – spesso abrasa, ossidata, scolorita, danneggiata, ferita – essi registrano la vita che hanno conosciuto e le impronte delle mani che li hanno toccati, di qualcuno che li ha posseduti, utilizzati, forse anche buttati o abbandonati in un angolo.

    Archeologo del contemporaneo, Carlo Mangolini costruisce memorie collettive partendo dal ricordo individuale di un oggetto recuperato. Nel farlo mette a frutto i suoi molteplici talenti: la logica e il rigore dei suoi studi e del suo mestiere di architetto, l’attenzione per le dinamiche di una società e uno sguardo intelligente sulle relazioni tra diversi elementi in uno spazio coltivati grazie alla sua attività di curatore di mostre ed eventi culturali e il linguaggio personale di un artista libero dagli schemi, che ha seguito i suoi percorsi, facendo le proprie scelte senza mai adeguarsi alle consuetudini imposte dal sistema dell’arte.

    Nella messa a fuoco del suo operare artistico gioca un ruolo fondamentale la sua città di provenienza: L’Aquila. Il ricordo ancora tangibile del drammatico terremoto che ne ha letteralmente distrutto non solo le architettura ma anche il tessuto sociale offre alla ricerca di Carlo Mangolini un terreno ricco di motivi di riflessione. Basterebbe la sua opera Quello che resta, composta da frammenti di oggetti in ferro che fanno da cornice ai resti di un grazioso putto di ceramica (un tempo esposto nel suo studio, raso al suolo dal sisma), per comprendere la via espressiva di questo artista capace di affidare un ricordo personale a un semplice oggetto: un oggetto che, immediatamente, si trasforma in icona, in un’immagine potentemente evocativa nella sua disarmante semplicità.

    Attraverso gli oggetti – vecchie chiavi, serrature, vecchie lampadine, rubinetti, lame, seghetti, pezzi di ferro arrugginito… – Mangolini tesse trame tutte da leggere. Con curiosità e una sensibilità fuori dall’ordinario, Carlo indaga, cerca, studia, comprende… e scrive storie; storie che raccontano, fanno riflettere, denunciano o semplicemente – romanticamente – ritraggono le persone, i luoghi, le società che lui ha incontrato, mescolando ricordi, incrociando esistenze, culture, sentimenti… costruendo nuove memorie.

     

  • 2019

    Maddalena Granziera

    Paesaggi, tra pittura e fotografie

    La seconda residente bimestrale del 2019 del progetto di Villa Greppi è Maddalena Granziera, artista trevisana. Giovanissima (è nata nel 1991) ma già con un curriculum di tutto rispetto, Maddalena si è guadagnata il favore della commissione grazie a un progetto dedicato a un’indagine geografica del territorio compreso tra le province di Como e Lecco. Il progetto porterà alla realizzazione di vari lavori – disegni, fotografie, tele – ma l’opera principale è una mappa in scala 1:25.000 realizzata su tela in cui sono riportati, tramite pittura a olio, i due rami del Lago di Como e i laghi di Montòrfano, Alserio, Segrino Pusiano e Annone.

    Attraverso l’utilizzo della tecnica del trasferimento fotografico, la Granziera riporta sulla tela alcuni dettagli fotografici dei luoghi visitati durante la prima fase di esplorazione. L’effetto evanescente delle fotografie e il colore rosa dell’acqua contribuiscono a generare una “mappa astratta” lontano da una rappresentazione didascalica del territorio, in cui ogni elemento diventa parte di un grande disegno immaginario. Il calcolo in scala e gli scatti originali (che sulla tela perdono di definizione) sono l’unico riferimento “oggettivo” alla realtà.

    Partendo da tecniche e metodi propri della cartografia e dello studio della conformazione geografica di un territorio, l’artista trasforma il dato oggettivo in qualcosa di immaginifico, sfuggente, onirico, che si misura con la pittura (una pittura sensibile, attenta alle percezioni atmosferiche, alle variabili del vero), con il segno astratto (un segno deciso, forte, sicuro), per liberarsi dai vincoli di una singola disciplina e aprirsi a una straordinaria contaminazione di grammatiche diverse, che porta a un’indefinibile, e per questo attraente, originale e interessante, modalità espressiva.

  • 2019

    Claudio Beorchia

    Le due anime di Villa Greppi

    Nato a Vercelli nel 1979, formatosi tra Venezia e Milano, ora residente vicino a Venezia, Claudio Beorchia è un artista complesso, difficilissimo da chiudere in una definizione. Se ne rende conto anche lui quando, nel suo sito, rinuncia a raccontare i propri lavori perché troppo difficili da descrivere e mostrare in una pagina web.

    Beorchia si muove rapido e libero, sia dal punto di vista “geografico” che da quello “creativo”. Il suo curriculum espositivo è notevole, considerando la sua età, e altrettanto, forse ancor più, impressionanti sono le sue collaborazioni con realtà italiane e straniere, per cui ha realizzato opere site-specific. Perché Claudio procede così nella sua ricerca: per progetti, residenze, incontri. Ed è così che nascono le sue opere: per contaminazioni, intuizioni, punti di vista. Nessun limite nel linguaggio, nello stile, nei materiali impiegati. La sua personalità sta proprio nel non avere una personalità codificata, nel muoversi senza argini nelle infinite possibilità espressive, scegliendo ogni volta le caratteristiche, le tecniche, gli strumenti più efficaci per comunicare un concetto, un’idea, un’emozione.

    Claudio Beorchia, quindi, giunge a Villa Greppi come un foglio bianco pronto a farsi scrivere sopra un racconto. Aspetta che il luogo gli parli, gli suggerisca una sensazione da tradurre in un’installazione totalmente site-specific. Un’opera che non sarebbe mai nata senza questa esperienza.

    Interessantissime, quindi, sono le sue prime notazioni: qualcosa è come si aspettava (la villa, il parco…), qualcosa invece lo sorprende: “Quello che mi ha sorpreso – afferma – è ciò che avviene appena fuori, al di là del cancello e del muro: il traffico vorticoso lungo la strada. La casetta del custode dove risiedo è una sorta di frontiera, di dogana: se mi affaccio verso la Villa c’è pace e tranquillità; se mi affaccio verso la strada c’è invece l’incessante andirivieni di auto, camion, moto. Il momento per me più emblematico di questo iato, visivamente surreale, si compie nei weekend quando, da tarda sera fino a notte fonda, va a sistemarsi, quasi di fronte all’ingresso di Villa Greppi, appena più giù in direzione Carate, il furgoncino dei panini. In genere ricollego quel tipo di presenza a contesti urbani, lungo le statali e vicino ai locali notturni. Trovarmelo qua è stato davvero curioso. Senza dubbio rifletterò su questa doppia anima della Villa, che mi sembra in realtà una caratteristica generale e forse peculiare di questo territorio: angoli verdi, colline e residenze appartate, che si alternano repentinamente a rotonde, strade dense di auto e aree fortemente urbanizzate. Cercherò di creare un dialogo fra le due anime, quella bucolica e lenta della Villa e del Parco, con quella più frettolosa e motorizzata appena fuori. Attualmente sto ragionando su due possibili vie per instaurare questo dialogo: una che esplora il paesaggio attraverso il linguaggio fotografico, l’altra invece più vicina alla poesia performativa. In entrambi i casi si tratta di progetti mossi dalla ricerca di leggerezza (in senso Calviniano) e sottilmente ironici (come spesso accade nei miei lavori)”.

  • 2018

    Leonardo Prencipe

    Il silenzio del tempo

    C’è un contrasto stridente tra il tocco raffinato, da abilissimo acquerellista, di Leonardo Prencipe e i soggetti da lui trattati. Un contrasto che accende riflessioni profonde sulla reale identità di un oggetto, anzi, di quel che resta di un oggetto, perché protagonisti delle opere dell’artista sono rottami, carrozzerie sfasciate, lamiere di ferro arrugginite che un tempo erano automobili e motociclette… Nella trasparenza del colore e nella leggerezza del segno, Prencipe dona a questi oggetti un tempo dinamici e ora inanimati un soffio vitale, ridandogli un’anima, un senso, un nuovo ruolo. C’è una poesia malinconica negli acquerelli di Leonardo, c’è il silenzio del tempo che su queste auto e su queste moto è passato, lasciando i suoi segni, graffiando e guastando, incapace, però, di cancellarne del tutto l’identità, di occultarne il ricordo. Ed è proprio questa identità che Prencipe richiama alla memoria, evocando ricordi e emozioni legati alla storia, con un punto di vista che riconsidera il rottame come qualcosa da valorizzare e nobilitare. Anche facendone un soggetto pittorico. Per l’opera finale da lasciare a Villa Greppi Prencipe ha pensato alla raffigurazione di una Moto Guzzi, veicolo profondamente legato al territorio lecchese.

    (Simona Bartolena)

    BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

    Leonardo Prencipe nasce a Manfredonia nel 1985. Dopo essersi diplomato, si trasferisce a Bologna dove inizia gli studi di pittura all’Accademia di belle Arti nel corso del Prof. Bruno Benuzzi. Contemporaneamente all’accademia, frequenta un corso di fumetto ed illustrazione presso l’associazione Giardini Margherita di Bologna. Interrompe gli studi in accademia e si sposta a Chieti dove si diploma nel corso di Fumetto presso la Scuola Internazionale di Comics di Pescara. Nel frattempo continua a studiare la pittura come autodidatta e nel 2010 si trasferisce a Milano dove riprende gli studi interrotti all’accademia di Belle arti Acme, frequentando il corso di pittura del Prof. Bernardino Luino. In seguito si trasferisce a Brera, e conclude il percorso di pittura con il Prof. Renato Galbusera, diplomandosi nel 2013 con il massimo dei voti. Ha in attivo diverse esposizioni su tutto il territorio nazionale.
    Attualmente vive e lavora a Lecco.

    APERTURA AL PUBBLICO DELL’ATELIER

    Tutti i martedì di luglio dalle ore 9.00 alle ore 13.00; domenica 15 settembre e domenica 23 settembre 2018, in occasione dell’iniziativa “Ville Aperte in Brianza”.

  • 2018

    Federica Ferzoco

    Presenze trasparenti

    “Credo che tutti abbiamo una seconda vita, quasi segreta, con la quale proviamo a vivere emozioni e pensieri diversi da quelli consueti. Quando ho cominciato il mio lavoro cercavo appunto di definire quest’altra me. Ogni ricerca personale, artistica, poetica ha bisogno delle sue definizioni particolari e credo che ogni artista non si senta appagato fin quando non trova questa sua dimensione, diciamo, parallela. Quando ho fatto il primo calco in garza ho scoperto proprio questo, un sentimento di definizione. Potevo, finalmente, abitare questa me parallela e comunicare da qui con gli altri.  La garza, per me, significava soprattutto trasparenza, leggerezza e presenza di una forma. Nel mondo simbolico da cui vedo la mia contemporaneità la trasparenza e l’allusione alla forma mi permettono di muovermi senza fissare delle appartenenze. Le nostre generazioni sono cresciute in un periodo nel quale le grandi aspirazioni e le certezze sociali venivano meno e abbiamo dovuto, in tempi brevi, riprogettare il nostro futuro. Oggi, credo che la nostra grande possibilità sia proprio l’incertezza ovvero quel momento dove il margine tra ciò che è definito e ciò che non lo è consente di sperimentare nuovi usi della libertà emotiva ed intellettuale. Con i miei lavori in garza faccio questo, abito delle possibilità”.

    Così, con la chiarezza e la serenità riguardo alla propria ricerca che la contraddistingue, Federica Ferzoco racconta i motivi del proprio lavoro. Federica indaga da sempre la materia, ne cerca gli aspetti meno consueti, ne trova i linguaggi più interessanti: la piega, la plasma, la trasforma, la rende veicolo di forme e figure senza tempo, sospese tra la tradizione classica e la sperimentazione contemporanea. Nelle sue garze, nei suoi tessuti leggeri, ineffabili, dinamici, tramuta i corpi in spiriti o forse, al contrario, dona agli spiriti un corpo, rendendoli visibili ai nostri occhi. Sono figure che spiazzano, ma non spaventano né inquietano, anzi semmai incantano, regalandoci una splendida sensazione di avvolgente intimità, inducendoci ad abbassare un po’ la voce, quasi per non destarle o per non rompere la magia della loro silenziosa presenza, della loro serena, naturale sebbene inspiegabile, immobilità.

    I corpi in garza della Ferzoco abitano gli spazi, si adagiano negli ambienti prendendone possesso. Essi dialogano con il mondo e la sue forze naturali, temono gli elementi (come si preoccupa Federica per la possibile presenza di umidità, condizione letale per il suo lavoro! Come si preoccupa per la delicatezza delle sue sculture!) ma al contempo sfidano ciò che li circonda, cambiando in qualche modo la dimensione spazio-temporale del luogo dove sono collocati. E sono molto più forti di quanto la loro stessa creatrice non creda. Forse possono sciuparsi, danneggiarsi, mutarsi in qualcosa di diverso dalla perfezione del calco uscita dalle mani dell’artista… Ma sopravvivono. Corpi immobili ma non statici. Ombre ma non spettri. Riflessi di vite ancora presenti. Ci sono. Esistono qui e ora. Pare anche di udirne il respiro. Per Villa Greppi Federica ha intenzione di creare un’installazione con i calchi di coloro che in un anno di lavoro si sono prestati a farle da modelli.

    (Simona Bartolena)

    BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

    Federica Ferzoco vive e lavora a Milano, dove ha conseguito il Diploma Accademico in
    Scultura e il Diploma di 2° Livello a indirizzo Didattico all’Accademia di Belle Arti di Brera.
    Alla sua attività artistica affianca l’insegnamento delle Discipline Plastiche e Scultoree nella scuola secondaria di secondo grado.
    > Leggi la sua biografia dettagliata

    APERTURA AL PUBBLICO DELL’ATELIER

    Giovedì 5 luglio dalle ore 15.00 alle 18.00; giovedì 12 luglio dalle ore 15.00 alle 18.00; lunedì 30 luglio dalle 20.15, in occasione della proiezione cinematografica di “Rapsodia d’Agosto”; giovedì 19 agosto dalle 15.00 alle 18.00; domenica 15 settembre e domenica 23 settembre 2018, in occasione dell’iniziativa “Ville Aperte in Brianza”.
    Per chi lo desiderasse, durante le aperture al pubblico è possibile chiedere di partecipare alla realizzazione dell’installazione artistica offrendosi per un calco.
  • 2018

    Gabriel Stöckli

    Maggio e giugno 2018

    Gabriel Stöckli (1991) è un artista svizzero che vive e lavora tra Milano, dove frequenta il biennio specialistico in arti visive e studi curatoriali di NABA, e Balerna (CH). La sua ricerca si sviluppa a partire da una dimensione progettuale e compositiva declinata attraverso differenti modalità operative: collages, sovrapposizioni, decostruzioni di immagini, idee, oggetti che spesso appartengono a una quotidianità che lo circonda. Utilizza tecniche e materiali eterogenei con cui scomporre frammenti di realtà, foto e cartoline, tra le più disparate prelevate e ritagliate da magazines, giornali e rotocalchi, appartenenti anche a un immaginario popolare e diffuso; particolarmente importante il proprio background adolescenziale, che attinge allo skateboarding, musica e in generale a una maggiore spensieratezza. La procedura di costruzione di ogni lavoro rimanda a un concetto di modularità ottenuto con diversi espedienti tecnici come campiture cromatiche, installazioni e visioni in movimento.

Leonardo Prencipe
Opere

Federica Ferzoco
Opere

  • Residenze d’artista

    Presentazione delle opere

    Residenze d’artista: Istantanee di un percorso

    Inaugurazione della mostra collettiva

    sabato 30 20 Novembre19
    ore 16.00
    Monticello Brianza (LC)

    Un pomeriggio per ammirare le opere degli artisti che per tutto il 2019 hanno lavorato negli spazi di Villa Greppi, visitarne la mostra collettiva e conoscere in anteprima coloro che prenderanno parte a un nuovo anno di Residenze d’artista. Per gli amanti dell’arte sabato 30 novembre è un appuntamento da non perdere: in programma a partire dalle 16, infatti, un susseguirsi di eventi dedicati al progetto “Residenze d’artista”, che da due anni vede il Consorzio Brianteo Villa Greppi destinare alcuni spazi della Villa di Monticello Brianza all’accoglienza degli artisti.

    Il pomeriggio si aprirà alle 16 con la presentazione al pubblico dell’artista Claudio Beorchia e dell’opera d’arte realizzata durante la sua permanenza a Villa Greppi. Dopo Carlo Mangolini e Maddalena Granziera, Claudio Beorchia è infatti il terzo artista che ha potuto soggiornare per due mesi nella casetta posta all’ingresso della Villa, dove ha portato avanti il loro personale progetto artistico. A periodo concluso, sabato 30 mostrerà quanto creato durante la sua permanenza.

    Ma il momento clou è quello fissato per le 17, quando nell’Antico Granaio sarà inaugurata la mostra finale con le opere di tutti e cinque gli artisti che in questo 2019 hanno preso parte al progetto. Un evento che per la seconda edizione consecutiva chiude in bellezza un percorso durato un anno e che ha avuto per protagonisti, innanzitutto, Roberto Picchi e Vera Pravda, che per l’intero 2019 hanno lavorato all’interno dell’atelier d’arte allestito nella Sala Ratti di Villa Greppi e che ora sono pronti a mostrare e raccontare il lavoro svolto. In mostra, accanto alle loro opere, anche quelle di Carlo Mangolini e Maddalena Granziera, Claudio Beorchia.

    LE PAROLE DELLA CURATRICE – L’esposizione è una collettiva che, come spiega la consulente per le arti visive del Consorzio Villa Greppi e curatrice della mostra Simona Bartolena, «mette in dialogo le opere dei cinque artisti, raccontando il loro rapporto con il territorio del Consorzio. Ciascuno di loro ha guardato alla Villa e ai suoi dintorni con occhio personale e ha tratto dall’esperienza conclusioni differenti. Carlo Mangolini ha raccolto frammenti di memoria costruendo sculture con oggetti appartenenti alla cultura contadina e industriale della zona; Maddalena Granziera ha esplorato l’area con lunghe camminate che le hanno permesso di realizzare le sue mappe fotografiche e pittoriche; Claudio Beorchia ha guardato la strada di grande percorrenza che costeggia il muro della Villa, sottolineando il contrasto tra i due mondi: da una parte il traffico della vita quotidiana e dall’altra l’atmosfera idilliaca del parco. Vera Pravda e Roberto Picchi hanno puntato, ciascuno alla propria maniera, sulla tematica ambientale, realizzando dipinti su tela l’una e sculture con varie tecniche l’altro. Tutti lavori, dunque, che oltre a rivelare le personalità dei cinque artisti raccontano anche la zona del Consorzio con le sue caratteristiche geografiche, sociali, storiche, antropologiche».

    ___________________________________________________________________________

    Il pomeriggio vedrà la presenza degli stessi artisti, che racconteranno ai presenti un po’ della loro esperienza a Villa Greppi e passeranno il testimone a coloro che saranno i protagonisti dell’imminente e terza edizione di Residenze d’artista, di cui saranno svelati i nomi nel corso dell’evento.

    > Scopri di più sul progetto Residenze d’artista e sugli artisti

    > Sfoglia il catalogo della mostra

    Antico Granaio di Villa Greppi
    via Monte Grappa, 21
    Monticello Brianza

    guarda sulla mappa >

    Arte
    scarica il depliant
    ingresso libero
    Arte

Eventi conclusi 2019

  • Residenze d’artista

    In occasione di "Ville aperte in Brianza"

    Open Studio

    L'atelier d'arte apre le porte al pubblico

    dal 28 al 29 Settembre 2019
    ore 14.00
    Monticello Brianza (LC)

    In occasione di Ville Aperte in Brianza, l’iniziativa promossa della Provincia di Monza e che dal 14 al 29 settembre 2019 apre le porte di oltre 150 siti pubblici e privati tra ville, palazzi, parchi e giardini, chiese e musei del territorio della Brianza, Villa Greppi propone un cartellone di iniziative.

    Accanto alle visite guidate al Parco e alla Villa (qui tutte le informazioni dettagliate), il pubblico avrà la possibilità di visitare l’atelier d’arte della Villa, di conoscere i due artisti che ci lavorano e di ammirarne le opere. Con due linguaggi distantissimi e storie professionali molto diverse, Vera Pravda e Roberto Picchi sono i due artisti selezionati dal Consorzio Brianteo Villa Greppi per il 2019 nell’ambito del progetto “Residenze d’artista”. Scultore e ideatore di installazioni site-specific lui, pittrice lei, i due artisti trovano un forte punto di contatto nella passione per il tema ambientale ed ecologista.

    Orari di apertura: sabato 28 settembre dalle 14 alle 18 e domenica 29 settembre dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 14 alle 18.

    > Scopri di più sul progetto “Residenze d’artista”

     

    Villa Greppi
    via Monte Grappa, 21
    Monticello Brianza

    guarda sulla mappa >

    Arte
    ingresso libero
    Arte
  • Residenze d’artista

    Arte a Villa Greppi

    Presentazione dell’opera dell’artista Maddalena Granziera e del progetto “Pollen”

    domenica 21 20 Luglio19
    ore 18.00
    Monticello Brianza (LC)

    Un pomeriggio dedicato all’Arte, con la presentazione, alle 18, dell’opera realizzata dall’artista residente a Villa Greppi Maddalena Granziera e, contemporaneamente, del progetto Pollen, nato dal confronto tra i due “compagni d’atelier” Vera Pravda e Roberto Picchi. Domenica 21 luglio a Villa Greppi si torna a parlare di arte e, in particolare, di Residenze d’artista, il progetto promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi con l’intento di destinare alcuni degli spazi della Villa di Monticello Brianza all’accoglienza di artisti.

    Seconda ad aver abitato, dopo l’aquilano Carlo Mangolini e per due interi mesi, la foresteria posta all’ingresso del Parco, Maddalena Granziera è pronta per presentare al pubblico il lavoro svolto durante la sua permanenza in Villa e a illustrarne il processo creativo e le ragioni della sua ricerca. Trevisana, classe 1991 ma già con un curriculum di tutto rispetto, «Maddalena – spiega Simona Bartolena, consulente per le arti visive del Consorzio Villa Greppi – si è guadagnata il favore della commissione grazie a un progetto dedicato a un’indagine geografica del territorio compreso tra le province di Como e Lecco. Un progetto che porta alla realizzazione di vari lavori, dai disegni alle fotografie, ma di cui l’opera principale è una mappa in scala 1:25.000, realizzata su tela e in cui sono riportati, tramite pittura a olio, i due rami del Lago di Como e i laghi di Montòrfano, Alserio, Segrino, Pusiano e Annone».

    È attraverso l’utilizzo della tecnica del trasferimento fotografico che la giovane artista riporta sulla tela alcuni dettagli fotografici dei luoghi visitati durante una prima fase di esplorazione: «l’effetto evanescente delle fotografie e il colore rosa dell’acqua – continua Bartolena – contribuiscono a generare una “mappa astratta”, lontano da una rappresentazione didascalica del territorio, in cui ogni elemento diventa parte di un grande disegno immaginario. Partendo da tecniche e metodi propri della cartografia e dello studio della conformazione geografica di un territorio, l’artista trasforma il dato oggettivo in qualcosa di immaginifico, sfuggente, onirico, che si misura con la pittura, con il segno astratto, per poi liberarsi dai vincoli di una singola disciplina e aprirsi a una straordinaria contaminazione di grammatiche diverse, che porta a un’indefinibile, e per questo attraente, originale e interessante, modalità espressiva».

    Accanto alla presentazione dell’opera della Granziera, l’appuntamento di domenica 21 sarà anche l’occasione per conoscere un nuovissimo progetto, nato all’interno di Villa Greppi grazie all’incontro tra Vera Pravda e Roberto Picchi, per l’intero 2019 al lavoro nell’atelier allestito nella Sala Ratti ed entrambi particolarmente sensibili al tema ambientale. Si tratta di Pollen, uno scambio artistico ispirato alle dinamiche del mondo vegetale che intende coinvolgere, dal prossimo autunno, residenze artistiche, musei, fondazioni, istituzioni e porre le basi per un’ampia riflessione sui temi legati all’ambiente.

    Infine, è in programma per le 17 anche “Nel parco di Villa Greppi: un mondo di forme”, laboratorio gratuito per bambini tra i 6 e 12 anni a cura dell’associazione Brig (posti limitati, iscrizione obbligatoria scrivendo ad attivitaculturali@villagreppi.it entro le 11.30 di venerdì 19 luglio).

    Villa Greppi
    via Monte Grappa, 21
    Monticello Brianza

    guarda sulla mappa >

    Arte

    Dalle 16.30 apertura al pubblico dell'atelier d'arte

    ingresso libero
    Arte
  • Residenze d’artista

    Residenze d'artista

    L’artista Carlo Mangolini presenta al pubblico la sua opera

    sabato 25 20 Maggio19
    ore 18.30
    Monticello Brianza (LC)

    Un’occasione per conoscere il lavoro svolto da Carlo Mangolini nel corso dei suoi due mesi di “residenza” a Villa Greppi. Artista aquilano che ad aprile e maggio ha abitato la foresteria posta all’ingresso del Parco della residenza di Monticello Brianza, negli spazi destinati al progetto “Residenze d’artista” Mangolini ha portato avanti una ricerca che conduce da anni: le sue opere – composte da elementi di recupero, frammenti di realtà, materiali di scarto – portano in sé la memoria di un luogo, trasformandone la storia in un oggetto artistico.

    Sabato 25 maggio alle 18.30, l’artista presenterà al pubblico quanto realizzato a Villa Greppi: non una semplice opera, bensì «una vera e propria installazione – come spiega Simona Bartolena, critica d’arte e consulente per le arti visive del Consorzio Villa Greppi – negli spazi sempre suggestivi del Sottogranaio della Villa. In una sorta di antro del mago (o meglio: dell’alchimista), Mangolini ha dato vita a un luogo senza spazio-tempo, nel quale le tracce del passato incontrano il presente, la memoria collettiva si intreccia indissolubilmente all’esperienza personale dell’artista. Opere materiche, sensuali e immaginifiche che traggono origine da utensili che appartengono all’esistenza quotidiana di epoche passate, per trasformarsi in oggetti attuali, dall’estetica contemporanea».

    L’evento vedrà Mangolini raccontare la sua esperienza da residente e donare ufficialmente l’opera al Consorzio Villa Greppi, arricchendone la collezione d’arte.

    Durante l’intero evento sarà possibile visitare l’atelier allestito al piano terra della Villa e conoscere l’artista residente Vera Pravda.

    > Scopri di più sul progetto “Residenze d’artista”

    Sotto-Granaio di Villa Greppi
    via Monte Grappa, 21
    Monticello Brianza

    guarda sulla mappa >

    Arte
    ingresso libero
    Arte
  • Residenze d’artista

    Incontro con gli artisti

    Apertura al pubblico dell’atelier di Villa Greppi

    domenica 7 20 Aprile19
    ore 15.00
    Monticello Brianza (LC)

    Nell’ambito di Residenze d’artista, il progetto promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi con l’intento di destinare alcuni degli spazi della Villa di Monticello Brianza all’accoglienza di artisti, l’atelier allestito nella Sala Ratti apre le porte ai visitatori.

    Un pomeriggio fissato per domenica 7 aprile, quando a partire dalle 15 alle 16.30 sarà possibile incontrare gli artisti Roberto Picchi e Vera Pravda, per tutto il 2019 al lavoro all’interno dell’atelier posto al piano terra della Villa, e l’aquilano Carlo Mangolini, che per i mesi di aprile e maggio abiterà la foresteria posta all’ingresso del Parco e darà forma a opere con elementi di recupero, frammenti di realtà, materiali di scarto.

    Un’occasione, quindi, per visionare i lavori realizzati sinora e per conoscere gli artisti “residenti”.

    > Scopri di più su “Residenze d’artista” e sugli artisti

    Villa Greppi
    via Monte Grappa, 21
    Monticello Brianza

    guarda sulla mappa >

    Arte
    ingresso libero
    Arte