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Storia

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LE ORIGINI E LA STORIA DI VILLA GREPPI

Nei secoli XVIII e XIX la nobiltà terriera opera in Brianza diversi interventi edilizi realizzando importanti residenze stagionali: Villa Greppi è una di queste.

Ubicata a Monticello in prossimità della frazione di Casate Vecchio, ne domina e integra la struttura con i suoi rustici residenziali che costituiscono la cerniera tra la Villa, il suo parco e il territorio agricolo vero e proprio.

La sua storia risulta alquanto frammentaria. Nel Catasto Teresiano si trovano indicazioni planimetriche dell'insediamento originario. Villa padronale neoclassica costruita per volere del conte Giacomo Greppi all’inizio dell’800 su un preesistente edificio di villeggiatura nobiliare seicentesca. Ulteriori minori trasformazioni alla villa e alle pertinenze si sono succedute nel tempo fino ai primi del XX secolo. Ulteriori minori trasformazioni alla villa e alle pertinenze si sono succedute nel tempo fino ai primi del XX secolo.

La Villa ha una forma classica ad "U", consta di un piano interrato e di un piano terreno originariamente destinati, ad eccezione dell'ingresso e della cappella, a zone di servizio.
Il primo piano fungeva da luogo di rappresentanza, composto da saloni riccamente arredati e decorati e dalla biblioteca con l'archivio di famiglia, mentre il piano secondo forniva le camere per i familiari e per gli ospiti.

Un cenno particolare merita il parco composto da un giardino all'italiana e da un giardino paesistico all'inglese con pregevoli composizioni di architettura vegetale, ars topiaria e maestosi esemplari isolati.

L'ultimo discendente dei Greppi donò l'intero complesso alla Santa Sede.

All'inizio degli anni '70 il Consorzio per l'Istruzione Media Superiore e l'Educazione Permanente (oggi Consorzio Brianteo Villa Greppi) acquistò la proprietà interrompendo così lo stato di abbandono che stava portando la Villa e le pertinenze alla completa ruderizzazione.


I GREPPI

A Casatevecchio (oggi Comune di Monticello Brianza) il ceppo dei Greppi, discendenza diretta del Conte Antonio, si è dato convegno per oltre un secolo di villeggiature, secondo la buona consuetudine di tutta la nobiltà e l'alta borghesia milanese dal Seicento ai primi del Novecento.

L'edificio e gli annessi terreni, per un totale di 268 "pertiche" e 17 "tavole", corrispondenti a 17 ettari e mezzo, furono acquistati in età napoleonica con contratto datato 17 maggio 1811 fra il Cav. Giacomo Greppi, figlio del fu Conte Antonio, e tale Cav. Galeazzo Arrigoni, anche lui milanese. Il Conte Antonio, fondatore delle fortune familiari, ha accumulato in un ventennio (1750-1770) risorse buone per cinque generazioni e per decine di eredi e collaterali, quale fermiere, cioè appaltatore delle Regie Imperiali Imposte, di Maria Teresa d'Austria.

Originario del bergamasco, è stato fatto cittadino milanese nel 1776 e poi titolato Conte (di Bussero e Corneliano) e Commendatore della Corona Ferrea.

Per far bella figura mette su casa, anzi palazzo, a Milano, in via S.Antonio, rivolgendosi nientemeno che al Piermarini, l'Architetto dell'erigendo Teatro alla Scala.

Dopo di lui, tutti i Greppi consolidano la propria fresca nobiltà per via matrimoniale, imparentandosi con le Grandi Famiglie: gli Opizzoni, i Litta-Visconti-Arese, i Durini, i Somaglia, i Taverna, i Lupi di Soragna, i Barbiano di Belgioioso, i Trotti Bentivoglio ed i Sormani-Andreani-Verri.

Altre dimore briantee dello stretto giro di famiglia sono a Casatenovo (un acquisto del 1853) dove stava il cugino Luigi con la moglie Paolina e loro discendenti; a Lesmo, col Gernetto di Casa Somaglia; a Lurago con i Sormani.

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